Aleggia un aria tenebrosa in questa cella,
sento udir il canto del gallo…….richiamo di morte e di sorte.
Tremano le mie mani, lo sguardo acuto,
fisso quella porta dove attraverserò il primo vaggio da saggio.
Incollato alla grata, vedo il mondo vivente
la gente sorridente, è la mia vita che non vale più niente.
Scorre triste la notte, miriadi di ricordi vivono in me
ma il dolore più forte non è la morte ma l’amore che perdo.
Morta la notte un prete si avvicina al mio capezzale
tenendo la mia mano,
con la voce timida mi sussurra: “sii forte…….Dio ti darà la pace”.
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