L’ esistenza dei miei decenni, ho annidato nella mente,
meraviglie, orrori, stupore.
Lasciando la sera, senza i colori dell’ arcobaleno.
L’ ultima boa, ove la marea si arrendeva,
sorgevano le visioni del passato.
Eremita, con i ricordi affiorano visioni,
scrivendo con passione.
Il primo ciak, l’ uomo piangente sulla soglia della vita,
gridando è finita.
Madre nascente quando l’ età è indifferente,
negri privati della libertà e dignità.
Mosaico di anedoti , scritte con l’ inchiostro invisibile; aspetto la marea,dissolvendo le sillabe nell’ abbisso del mare.
Riprendo la scia della vita,
come l’arcobaleno è utopia pesar sereno.
Depongo i versi ai posteri con dolci colori dell’arcobaleno,
per abbracciare il loro futuro sereno.
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