Un soffitto ingiallito come quella istantanea di tanti anni fà, quando ero n libertà.
Nel ricordo di quella passione, nascevi tu nella mia prigione.
Tu, piccolo fiore rinchiuso tra queste mura, non è il tuo mondo è solo un sogno.
Al primo crepuscolo dormi sul mi seno, guardo le stelle e sono felice come quelle.
Vivo la mia custodia lasciandoti un po’ di storia nella tua vita,
un labile ricordo vivrà in te in quel mondo privo di sole ma tanto rumore.
Quando il mattino trebbocca dal cielo, un raggio di sole illuminerà la tua puezza,
risaltando tutta la tua bellezza di un angelo rinchiuso in cella.
Usciremo tenendoci abbracciati, voleremo come quelle aquile
giocando con le nuvole di vari colori sovrapposte fra di loro,
raggiungendo le stelle lontano da quel mondo di sole celle.
Invia su altri portali questo testo






Luglio 3rd, 2009 at 11:23
caro poeta tenera poesia,un raggio di sole illuminerà la tua purezza,la bellezza di un angelo rinchiuso in una cella! penso che anche in un deserto, ho in una cella…
può nascere un fiore!
ciao Giuliana.