I capelli seguivano le mani del vento, mentre Eleonora fissava, dalla ringhiera del molo, l’orizzonte sparire lì … dove cielo e acque divengono l’abbraccio ignoto del tramonto.
Era tutto freddo ai suoi occhi … tutto troppo pallido, incolore da quando non c’era più lei … da quando non c’era più quell’affetto tenuto forte sulle punte dell’anima … in silenzio, per sfuggire alla calunnia delle vipere :
“ è già trascorso un mese da quando ho visto i tuoi occhi fuggire su quella nave a capo chino, per non vedere il mio volto.
È tutto così estraneo nei miei sensi … sembra che il respiro non sia più lo stesso,
che il giorno non si levi più dal suo letto di stelle!
sembra che il mio cuore sia sprofondato qui, in questo abisso che ci divide.
Quante notti passate in macchina … nascoste dagli occhi della luna per non recare sdegno … per non sentirci perseguitate da queste facce infami!
Quante frasi dette a metà … quante volte le nostre mani hanno sfiorato quelle labbra tremule, mentre una lacrima inondava quest’amore …
Adesso che non ci siamo noi a danzare mentre gli altri dormono,
ora che i nostri fiati si son fermati lì, in quel giardino velato dagli ulivi,
adesso che non c’è più il canto degli angeli a tenerci compagnia:
queste albe non cambiano più …
questo sole non accende …
queste radici sono già morte!
Come vorrei dare le mie carni a questo mare …
perché non c’è uomo o donna
che possa privare ad un bruco di svegliarsi farfalla per sempre!
Mentre restano le nostre frasi storpiate … sussurrate appena, celate per nascondere la verità! “
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Maggio 13th, 2009 at 01:03
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