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Il vento e la farfalla

Novembre 28th, 2008

C’èra un vento ogni volta che passava,allegramente sfioraval’oro del grano
i petali dei fiori, èra molto amato dalla natura per la sua gentilezza,èra mite e gentile,
quando arrivava alcune foglie si staccavano dai rami per volteggiare e con lui danzare.
Il Dio dei venti lo adorava, in qualunque direzione lo comandava lui ubbidiva e mai
nessun danno nel passare arrecava.
Un giorno mentre girava in un grande giardino vide una farfalla d’una bellezza tale
che nel suo lungo viaggiare non ne aveva mai vista uguale, s’èra incantato e l’osservava
mentre adagiata sopra un fiore riposava, aveva ali talmente grandi e colori disegnati meravigliosamente che perdutamente se ne innamorò.
Piano delicatamente per paura di farle male sfiorò le grandi ali,la farfalla lievemente accarezzata
si destò,capì la gentilezza del vento schiuse le ali e le parlò: ciao non aver paura per le mie ali
sono molto forti e non temono nulla,volando sopra un fiore le chiese: tu che passi per ogni direzione sai dov’è il mondo degli umani? Io lo devo trovare, mi aiuteresti non so dove cercare.
Il vento rispose che sapeva dov’ èra ma lì non doveva andare, perchè l’uomo è crudele
sei troppo bella se ti vedrà ti farà del male, ma lei rispose: non penso che siano tutti crudeli,
il vento chiese ancora il perchè doveva cercare quel mondo.
Sai la mia vita è breve, se io rimango quà nessuno mi vedrà,
io sono l’unica della mia specie e quando morirò chi si ricorderà di me?
Il vento innamorato furbescamente la portò lontano in un grade parco pensando…
qui non la troveranno mai e nessuno le farà del male, poi disse alla farfalla…aspettami quà
io devo andare non mi posso fermare vedrai presto da te tornerò.
Ma quando tornò il suo amore non trovò, la cercò in ogni luogo tra i colori dei fiori,
tra le foglie dei tanti giardini, per anni la cercò disperatamente e intanto… lui non èra più il mite
vento gentile, ma una furia, non ubbidiva più a nessun comando
dove passava solo danni arrecava, odiava la natura l’uomo tutto, nessuno più lo fermava.
Il Dio dei venti che tutto vedeva un dì lo chiamò le disse con voce imperiosa: ora passerai
in una grande Città e non devi arrecare danni ,dovrai passare quasi in silenzio
nessuno ti deve sentire. Il vento che non aveva pace non si ribellò a quel comando
come faceva sempre, chissà perchè rispose…vado.
Mentre girava silenziosamente tra le vie vide molta gente di ogni età, entrare ed uscire
da un grande portone, incuriosito dal gran movimento anche lui entrò.
Lieve passava nelle tante stanze,orchè entrò in una sala e con gran meraviglia vide
tante farfalle ,erano chiuse in un modo che nessuno poteva toccarle,
erano tutte belle nei vari colori, tristemente pensando al suo amore,
piano entrò in una stanza quando la vide ; lei èra lì la più bella tra le belle,
tutti si fermavano incantati da tanta bellezza, èra veramente unica,
il vento pensò…aveva ragione non tutti gli uomini sono crudeli, con quanto amore
quì l’hanno tenuta, è stata adagiata in modo che tutti l’ammirassero, certo la sua specie
non sarà mai dimenticata.
Finalmente la sua furia si placò aveva ritrovato il suo amore,allora uscì dall’edificio
e gentilmente chiese al Dio dei venti… tu che comandi dove dobbiamo andare,
ora non mandare altri venti! Ti prego, manda soltanto me in quella direzione
perchè in quel luogo sai…giace il mio amore.

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One Response to “Il vento e la farfalla”

  1. Inquisitore Says:

    questo racconto è stato inserito nella tua cella

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