“Una notte bagnata”
Solitario per le strade
cerco la luna in questa notte bagnata,
una pioggia battente abbraccia le lacrime
e sul mio cammino aumentano le pozzanghere.
Nel silenzio della città dormiente
odo il grido di un uomo:
“Cadi pioggia, bagnaci e purificaci,
cancella il peccato di chi non ha amato”
Colpito da codeste parole, raggiungo l’uomo
e con braccia aperte e voce vacua, mi unisco a lui
ho peccato anch’io in momenti bui.
Si accendono luci alle finestre,
chi invoca silenzio,
chi ascolta in silenzio,
chi grida di noi,
chi grida con noi.
La pioggia è costante,
il grido crescente si dilegua lontano
portando con se un messaggio invano.
Gridate e assoparate le vostre lacrime,
qui nelle strade siamo ratti,
anime dementi rinchiuse in piccoli corpi,
che in notti come queste mangiano biscotti.
Alla fine di questa notte bagnata,
l’arcobaleno avrà una striscia in più, di colore nero,
che ricorderà nel nuovo giorno
che un incubo può diventar sogno.
Emanuele Zarba
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Novembre 14th, 2008 at 04:13
Se ardir dovrei, passerei quest’ode in racconti.Orsù Emanuele…fa ceh qustomio sogno non diventi un incubo!.
Come sempre letto di te, riscontro la tua profondità, nell’acqua di una pozzanghera.
Bravo