Verso non hanno
questi miei pensieri
Che la rotta perdono
nell’inseguir ricordi
Come lampi sui vetri
rimbalzan dal sole alle ombre
Fuggendo lesti
dalle muffe delle cantine
ai bollori dell’asfalto
Tendendosi poi come vele
sull’acque luride del Naviglio
Mi rividi fanciulla
nell’ubriaco pomeriggio
addensarmi col torpore
D’acidi e usati colori vestita
buttata come un cencio
tra le bancarelle e la spazzatura
A raccogliere i marci frutti
della mia poca consapevolezza
Vesto l’odore
come del chiuso
Meneghina naftalina
che il cuore mio ha fatto
alto davanzale
marmoreo altare
del mio prossimo suicidio
Di me moriranno forse
il rigetto e l’astio
per quella livida ragazzetta
che ancor oggi canta
sotto il silenzio
delle mie memorie
della darsena la pazzia
Invia su altri portali questo testo
Tags: cella poeta






Novembre 14th, 2008 at 04:15
Oh fanciulla…or ti sorride la vita e la darsena mormora con i suoi rigogli la tua vita…
Ma oltrepassar dovrai la via oscura, per giunger finalmente a riva!