Mi sorpresi a rimirar me stessa
Dalle ombre avvolta
Che i lontani angoli
Sulla mia pallida pelle posarono
I pizzi del tempo
Solleticando i miei ricordi
Setosi e lievi parvero
Nascondere il mio dolore.
Fu negli anni
Nei dispettosi giorni
Che del vuoto presi coscienza
E a grandi sorsate lo assaggiai.
Maledetto il dolore
Fattosi semplice e costante lacrima
Dei miei occhi ne mutò il colore
E mi sorpresi a rimirar me stessa
Nello specchio mi riflettevo
Lontana dalla vita
Volto bianco ondeggiante
Occhi colmi di verde lacrima
Scoprii di me l’incanto
Che mi fece della tristezza golosa
Che alla vita aprì il mio cuore
Che volle lenire dell’altrui il male
…e mi sorprendo a rimirar me stessa
In quel buio angolo
A leccarmi ferite che quasi non m’appartengono
Figlia di un celeste dovere.
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Tags: cella poeta






Novembre 14th, 2008 at 04:17
Commuovente la chiusa. Quest’ode par contorta, svolta nelpresente con riferimento al passato…
Che nero…
striscia nell’ombra e non vuol passare mai!…