
La morte non è niente
Sono solo scivolato
Nella stanza accanto
Io sono sempre io e tu
Sei sempre tu
Quello che eravamo uno
per l’altro lo siamo ancora
chiamami con il nome
che mi hai sempre dataparlami nel modo affettuoso
che hai sempre uato
non cambiare tono di voce
non assumere un aria triste
continua a ridere
quando eravamo insieme
prega sorridi, pensami
il mio nome sia sempre la parola familiare di preima
pronncialo senza la minima
traccia d’ombra, o di tristezza
la vita conserva il significato
che ha sempre avuto
e’ la stessa di prima,c’è una
continuità che non si spezza
Che cosa è la morte, se non
un accidente trascurabile?
perchè dovrei essere fuori
ai tuoi pensieri, solo perchè
sono fuori dalla tua vita?
Ti aspetto, non sono lontano
Sono dall’altra parte,
proprio dietro l’anolo
ritoverai il mio cuore
asciuga le tue lacrime
e non piangere,se mi ami
il tuo sorriso è la mia pace
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Tags: cella poeta






Novembre 5th, 2008 at 03:27
Troppo triste per una serata come questa. L’autrice dimentica i punti e gli spazi dovuti in quest’ode alla morte che richiama la vita.
Cortigiana…assenna le parole scandendole lentamente, affinchè il lettore venga invaso dall’amara emozione del se…