Angela,questa volta non sbaglierò.
Non mi getterò nel fuoco eterno per poi credere,
non mi farò deridere dal mio senso di colpa.
tanti soldi fa (è questo sentirsi ricchi?)
tanti giochi fa (è questo sentirsi padre?)
tante liti fa ( è questo sentirsi mariti?)
Ti prego,Angela,fa che il tuo suono
sia per me la cura,
addolcisci i miei spigoli,
spezza le mie spine,
fammi crescere le ali che ho perso
perchè io voglio ancora volare,
perchè io devo ancora volare!
Angela,sopra di te c’è il vuoto rotondo,
sotto di te c’è il tuo amico amore
che ti chiama a mani alte.
Lo riconscerai subito:
ha il cuore per fuori,le dita palmate
e un viso che cambia sempre colore.
E di notte pensa,e di giorno pensa,
e quando pensa muore tante volte.
(Ascoltando “Angel” di J.Hendrix)
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Tags: cella poeta, Inquisitore






Agosto 22nd, 2008 at 11:37
molto intensa, stupenda la chiusa
Agosto 23rd, 2008 at 01:09
Non ho che da confermare ciò che il fante…Fante? Francesco definisce:”molto intensa, stupenda la chiusa”.
Oserei osannare la seconda ode:
tanti soldi fa (è questo sentirsi ricchi?)
tanti giochi fa (è questo sentirsi padre?)
tante liti fa ( è questo sentirsi mariti?) poichè il messer poeta, nel narrar il suo dramma interiore, riesce a far trasparire il lato ironico, porgendosi ironiche domande.
Ottobre 14th, 2008 at 03:55
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http://ilmonasteroerrante.com/celle/utenti/beat.htm