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Poesie di

Giuliana Marinetti

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Contrasti

Il sorriso di mia madre

Il vento e la farfalla

La piccola marcgherita

La piuma bianca

Viaggiando al di la del sogno

 

Poesie

 

 

Al tramontar del sole

Camminerò con te

Cercami

Er telefonino

E sarò

E' Natale

E' sera

Festa della mamma

I colori dell'aurora

Il ritorno alla vita

Inno alla vita

Io vorrei

Io sono

La parola amore

La porta del cuore

La speranza

Lascia che parli il cuore

L'ultima carezza

Notte silente

Per te...teneramente

Perchè gli angeli hanno le ali

Poesia per te

Racconta ancora...mamma

Ricordando Rocky

Risvegli

Un sogno...e al mattino

 


                                   

Nell'età della vecchiezza...non lasciarli soli

               Notte silente.

Volti stanchi solcati dal tempo,
mani tremanti che cercan un bicchiere,
mà non è l'acqua a placar...quella sete.
La mente vaga trà ricordi lontani,
una lacrima scende di nostalgia,
tutto è silenzio in quella stanza!
 

Ma come un dono dal cielo,
  una luce ora irradia la triste stanza,
  una altra alba arriva,
  la notte insonne se ne và via
.
       

Anche se il tempo scivola via
nel vecchio cuore...

sè accesa una fiamma!
     Ora c'è luce in quella stanza,
     e riflette alla mente una sola parola,
     sussurrandole ancora le dice...credi,
     son Io la speranza.

Giuliana Marinetti

 

 

 

 

 

 

 

Dimentichiamo a volte che Dio è quì,

         ci parla, ma noi non ascoltiamo

Cercami.

 

Cercami con un sorriso,

e sarò...l'amicizia.

 Cercami con una rosa,
 

e sarò...l'amore.

 

Cercami con una lacrima,

e sarò...la speranza.
 Cercami trà le stelle,
e sarò...la tua luce.
 Cercami  nell'oscurità
e sarò...la tua pace.
 Cercami,  Io  sono quì.  

 

            

Racconta ancora…mamma

(ricordo di mia mamma)

Nella penombra della linda stanza, in silenzio ascolto la dolce voce di mia mamma. Lei mi par la di se, remoti ricordi le affioran la  mente e…racconta.

Racconta dei tempi passati, i suoi giochi di bimba, ed un soffio di antica energia le illumina il volto d’un perlaceo lunare, d’improvviso la voce le manca,e mi dice…son stanca. 

S’è assopita ora la mia mamma, l’osservo in silenzio,comè bella nel grande lettone, sembra un esile fiore adagiato…trà tanti colori, le labbra son come i petali,  d’un roseo fiore, e per dare al volto più abbellimento…la chioma è ornata, con fili d’argento.  

 Poter fermare l’orologio del tempo! 

 Mentre riposa nella quieta stanza sussurrar le vorrei…resta con noi e  racconta  racconta ancora mamma.

 
Trema la fragile mano
 come foglia sollevata dal vento.
Nel convulso movimento,
par che voglia per un attimo fermare...
quel vortice di vento.
E mentre cerca il mio viso....
all'improvviso, una carezza,
la sua,  l'ultima.
 
D'incanto tutto si placa, tutto è silenzio!
 
Carezza di mamma,
dove tutto l'amore ha  racchiuso,
nell'immenso spazio...d'un solo  istante.
 
Giuliana Marinetti.

 

 

Un sorriso a volte,porta serenità in un cuore triste

Per te,  teneramente.

 
Mio sorriso teneramente...vai.
Da chi ora stà soffrendo.
Per un fior, che stà sbocciando.
Vai da un cuore che per amore...stà piangendo.
E vai, sorriso vai!
 
Sorridi ad una mamma.

Per una chioma bianca.

vai da chì  ormai...la voce ha stanca.
 

E vai sorriso,  ancora vai!

 
Da chi non ha più fede.
Per chì più non sorride,
tu allora....  sorridi ancor,  per me.

 

 

Cosa direbbe un lettino d'ospedale

La speranza

Senza ornamenti son solo...un bianco letto d'ospedale.

Mà io,  sono il primo attore nella linda stanza,
 sono io che  aspetto l'ospite, accogliendolo
  in un  semplice e candido.... scenario.  
  E'cco sono quì, già pronto a recitar la prima scena
 s'alzano le mie coltri,come fosse...un gra sipario.
Or sento un me un tremito, un sospiro,
 un grido di dolore...aiuto oh mamma!
  Quante comparse si susseguono in questa stanza!
Scene di ipocrisia, scene di grande amore,
scene di ambiguità e peggio ancora di...venalità.
E'  la commedia della  vita!
Mà.... la vera storia che vive in me e in questa stanza,
l'hò dedicata all'uomo,  a un titolo soltanto....
è la speranza.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento 28/12/2008

 

Dedicata a tutte le mamme

Festa della mamma

Per te mamma,

quante rose in questo giorno

doneranno i figli tuoi!

Rose, rose e...tante spine!

Tu, grande mamma,

che a volte celi il pianto in un sorriso

quanta beltà in fondo agli occhi tuoi

E mentre grata, i fiori accetterai....

cuore di mamma!

Tutto tu...perdonerai

                        

 

 

 

 

 

 

IO sono- racconto

Ed ora dimmi, figlio. Perché mi invochi e chiedi sempre....

Dio dove sei? Ed' osi domandare ancora, Dio ma tù dov'eri? Piccolo uomo, hai occhi per vedere ma non vedi, Io sono quì e ovunqueIo sono, l'anima universale. Ed ora...ascoltami.

IO sono, nel volo d'un gabbiano

.IO sono, l'aria che respiri.

IO sono, l'acqua che da vita.

IO sono, i fiori.

IO sono, i colori.

IO sono , l'albero.

IO sono, la terra.

IO sono, le tenebre.

IO sono, la luce.

IO sono....il fuoco etereo.

Ammira figlio la mia potenza!

IO sono tutto, IO sono DIO.

E tù...cerchi ancora di me?

IO tutto t'hò dato, non tì ho mai abbandonato, ma tù figlio ingrato,

tutto quel che ho creato....or distruggi da te.

 

 

Inno alla vita

L'acqua corre e scende dal pendìo
tra sassi e pietre rotola con gaio gorgoglio,
I verdi fili d'èrba al suo passar
ondeggiando s'inchinano per salutar.

Or bacia la terra gioiosa saltella,
un concerto di suoni allegramente
si diffonde nell'aria, dolcemente.

Ascolta uomo,
non senti nelle valli un dolce mormorio?
E' lei c'or va cantando, un inno di lode
al cielo, a Dio.

 

E sarò

Il circolo della mia vita, è già compiuto. Con l'ultimo riposo dai miei elementi io mi scinderò, e piccola particella, nelmio mondo or...ritornerò

E viaggerò col vento, e correrò nei prati, scompiglierò le fronde celandomi tra i rami, poi... poi giocherò con l'onde mi tufferò nel mare, immersa tra gocce di pioggia potrò in verdi valli danzare. Abbracciata ad un raggio di sole, le alte vette nevose, riuscirò finalmente sfiorare, con un bacio le dirò piano..sai? Or vado in alto, tanto lontano! E trsportata ancora dal vento raggiungerò il firmamento, sarò vestita di luce astrale, come una stella dovrò brillare, poi con la luna...potrò parlare. Racconterò della mia vita, la mia esistenza, ciò che ho vissuto la mia esperienza.! Prima di entrare nel mondo virtuale una domanda le voglio fare, le chiederò...ciò che ho vissuto, trà le mie idee, le mie esperienze, c'èran ricordi di vite passate, èrano anche....reminescenze?

 

 

RISVEGLI

L'alba sorge radiosa
di luce il cielo tinge di rosa.
E' ancora assopito il bel giardino
nell'aria c'è l'èco d'un cinguettìò,
una brezza gentile accarezza le fronde
e l'olezzo dei tigli nell'aria si espande.
Dischiudono i fiori le loro corolle
offrendo i petali al bacio del sole.
Magia di colori!
Che gran fermento!
Tutto è un risveglio nel bel giardino,
trà l'erba i fiori fan capolino
e tutto canta un inno di lode...al nuovo mattino.

 

 

ER TELEFONINO

(RIFLESSIONE)

 

osservando ciò che accade all'uomo con il telefonino,
ho scritto ....così.

E mò che in mano c'hai er telefonino
nun vedi manco più chi thè vicino,
e parli, ridi,li fatti tui li sanno tutti quanti,
me guardi ma l'occhi tui sò assenti,
puro alle mani....nu li controlli più li movimenti,
c'ho tutto quer gesticolare,
me parono tutti dà ricoverere.
Dovè la penna e la bella grafia,
quanno scrivevi a me...anima mia!
E mò quanno me voi lassà,
te basta solo un dito pe pote digità.
Me dicono... è la tecnologia
ma stà mania è diventata ormai, n'epidemia!
Se l'omo s'accorgesse cher progresso,
a vorte l'ariporta.... ner regresso!

 

 

 

 

Perchè gli angeli hanno le ali

UN giorno, in un giardino una donna èra tranquilla a sferruzzare,
vide dei bimbi in armonia giocare, tra loro c'èra un bimbo d'una bellezza tale
che lei pensò...è bello come un angelo!
Il bimbo si accorse che la donna sovente l'osservava, lasciò il gioco si avvicinò e disse:
Signora perchè mi guardi sempre? Lei sorpresa rispose...perchè sei bello come un angelo.
Lui ci pensò poi domandò...tù li hai visti gli angeli?
E lei, non sempre,ci sono angeli che si possono vedere ed altri nò .
Il bimbo volle ancora sapere la donna paziente...spiegò.
Gli angeli che si possono vedere sono le persone buone,
perchè aiutano chi è malato, proteggono i bambini,soccorrono le persone che hanno bisogno,
queste persone fanno tante cose buone, la donna parlava in modo semplice,
voleva far capire al bimbo tutto facilmente e aggiunse...
queste persone si chiamano angeli, però non hanno le ali,
quando crescerai vedrai lo capirai.
Poi ci sono angeli che hanno grandi e bellissime ali ,
ma loro... solo una volta li possiamo vedere.
IL bimbo curioso le chiese: perchè loro hanno le ali?
La donna ancora rispose... le persone buone come ti ò detto sono angeli
e devono camminare come noi, poi un giorno verrà un angelo bellissimo,
perchè sono stati buoni le regalerà grandi ali
così avranno per sempre le ali e potranno volare.
La donna osservava il bimbo che in silenzio assorto pensava,
d'improvviso lui disse: anche il mio papà dice che la mia mamma è bella come un angelo,
poi un pò imbronciato...la mia mamma non ha le ali!
La donna a tale ingenuità, commossa sorrise teneramente per consolarlo disse...
dai non fare il broncio sù sorridi, certo che la tua mamma non ha le ali,
solole persone che vànno in cielo hanno le ali, perchè le servono per volare
e andare tanto lontano, lassù.
Il bimbo stranamente la guardò e sospirando...sai?
Anche la mia mamma è volata in cielo è lassù,poi saltellando allegramente,
felice per la sua mamma che aveva le ali, mentre si allontanava cantava....
la mia mamma è un angelo con le ali
la mia mamma ha le ali
la mia mamma
è bella con
le ali
le ali
la mia
mamma
ha le
ali
le
ali
le
ali

 

 

Viaggiando al di là del sogno- racconto -

L'ora è ormai tarda, il sonno mi prende e sognando...vago lontano.

Tra spazzi infiniti m'involo, nell'azzurro colore del cielo, vedo nuvole screziate di rosa, or cangiare, in varie forme e sembianze, paiono piume orlate d'oro, mentre leggere...aleggian d'intorno. Allorché mi ritrovai come d'incanto, sopra una nuvola, c'avea parvenza, d'un cavallo alato, allor pensai...chissà per quale dove, ora mi condurrà? Solcando il cielo và, il bel destriero,piccole nuvole mi passan d'accanto, mi par di volar. Allora io vidi, gli alti monti, paiono torri ornate di bianco,le vette nevose che s'ergono in alto, pare voler...accarezzare il cielo, prosegue la sua corsa il bel destriero. E come per magia, ora mi appare il mare, non riescon le parole,ad esprimere tal visione e penso... nessun pittore potrà mai imitare sì colore. Mentre solchiamo il mare, alte s'alzano l'onde quando ricadono giù, paiono nuvole...di schiuma bianca, ed orché si va sciogliendo, baciando la scogliera và, frangendo. Di quel vaporoso trine...sull'acqua verde azzurra, rimane frastagliato...un bel disegno. Poi vidi alzarsi in volo,uno stormo di gabbiani, non c'è più, inquinamento, candide e terse ora...hanno le ali. Sempre più avanti ,galoppando andiamo, or più non vedo i monti ne il verde azzurro mare ,veloce più del vento il bel cavallo alato...continua a galoppare. Grandiose son le opere che vedo nel passare, immense valli verdi, laghi, giardini in fiore.! Fiumi foreste, e vidi rocce altissime, con varie forme strane, il bel cavallo scalpita e continua a galoppare, trà paesaggi pittorici, prosegue...il mio viaggiare. Allorché vidi... una moltitudine di uomini, dalle divise strane, portavano insegne e colori di diverse nazioni, con meraviglia osservai, che lavoravano insieme, éran chini sù quell'arida terra, estraevano bombe, poi...seminavano grano, e piantavano bulbi di fiori.Quando all'orizzonte, un immensa terra appare, e vidi, uomini prostrati, in silenzio pregare, senza più odio, senza rancori, e se pur diverse le religioni, c'è amore ora... nei loro cuori. Lasciando quel luogo di pace, ancora un istante ha guardar mi voltai. Ma all'improvviso, lasso del gran viaggiare, il bel cavallo alato s'è fermato. Il bel mondo d'amore, svanendo tra le nuvole, insieme a lui per sempre... se n'è andato.

 

Al tramontar del sole

Fulvido sole, fedele ogni sera tramonti
tra pittoreschi colori fiammanti.

S’affaccian le stelle, occhi brillanti ammantano
la volta del cielo la notte si spoglia dal nero velo.

Splende la luna nel firmamento, dona al suo mare
un raggio d’argento, in quell’incanto, tra i monti echeggia
l’ululato d’un pianto.

E nell’immenso, un sospiro è portato dal vento
preludio d’un canto.

Nel magico silenzio esulta un cuore,
orché sussura il suo inno all’amore.

 

Contrasti (vicenda personalmente vissuta)

Non è ancora l’alba, la città è addormentata,le strade son quasi deserte.
Avvolta nel pesante giaccone non riuscivo a scaldarmi,solo il sibilo d’un vento gelido
e l’èco dei miei passi disturbava il silenzio di quella giornata festiva.
Con passi frettolosi mi recavo al lavoro ma ebbi un sussulto quando l’angolo svoltai,
a terra tra cenci e cartoni riparati alla meglio dal freddo invernale,
si delineavanole figure di due persone,fermai i miei passi e con sgomento osservai.
Della prima persona non distinguevo nulla, solo la forma di un corpo completamente
avvolto da una coperta scura, due grossi cani neri accovacciati si stringevano a lui.
Poi il mio sguardo si posa sulla seconda figura,
da un piccolo lembo di stoffa affiora un pallido viso,è un ragazzo che dorme,
son nascosti i capelli mà i lineamenti son belli, sembra un angelo di pietra
commossa hò pensato; anche lui al suo fianco a un bel cane bianco,il muso è abbassato,
immobile,solo gli occhi mi scrutano attenti.
Davanti al cane nero c’è una piccola scatola per le offerte ,lentamente,
mentre poso della monete lo guardo non hò paura,anche lui mi osserva
attento ad ogni mio movimento, a un occhio un pò chiuso forse è il freddo oppure è malato,
mi fan tenerezza, anche a loro vorrei dare qualcosa ma hò solo un panino la mia colazione,
lo prendo e lo divido in tre parti,ad ognuno ne dono un boccone e mi sembran…
tre gocce d’acqua cadute nel mare!
Tristemente hò ripreso il cammino e mi domando…
perché sulla terra c’è questa spirale di tanto squallore!
Prima di varcare il cancello mi volto ancora un istante, le due persone giacciono lì ancora addormentate, i loro cani vigilano attenti amici sinceri a difesa dell’unico bene il loro padrone,
in silenzio, il muso ora è alzato rivolto alla mia direzione, le orecchie hanno tese
come fosse il loro saluto ed un nodo mi sale alla gola; dall’alto del suo monumento
in sella al suo cavallo, solo un Re è testimone di tanta emozione.
Terminato il lavoro oltrpasso il cancello e il mio sguardo volge ancora… in quell’angolo,
non c’è più nulla nemmeno il cartone, la città ora è dèsta, sulla piazza della Torino bene
la gente si scalda al tiepido sole,trà il frastuono dei motori echeggian nell’aria grida festose,
un bimbo mi guarda e sorride mentre ignaro si nasconde in quell’angolo,
ed io un pò triste hò pensato…oggi hò incontrato tre angeli,
due nell’oscurità e un angelo nella luce, quale amaro contrasto in questa giornata di festa!

 

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La porta del cuore. ( pensamenti)

La porta del cuore,
basterebbe socchiuderla
per avere un mondo migliore.

Quanti bimbi innocenti!

Guardali negli occhi,
guardali negli occhi e non parlare
a che servono parole!

Non c’è maggior dolore,chiudere la porta
al proprio cuore.

 

E’ Natale

Sfavillìo di colori che illuminano…
strade vetrine e città.

Un fermento di festa nell’aria si sente,
quanta gioia nel cuore dei bimbi
in attesa di babbo Natale.

E’ dolce quella breve innocenza
che cèla il volto all’amara realtà.

D’intorno ci son fili dorati angioletti argentati,
mentre osservo quel gioco di luci penso:
c’è una luce che manca!

Sei tu mamma, quella luce splendente
la più rilucente e radiosa… che manca!

E’ sera

Amo il silenzio della sera
quando la pioggia scende lentamente.

Le fronde fremono, mentre l’acqua
le accarezza dolcemente.

Par d’udir nell’aria…il mormorio d’un canto!

Amo quel dolce sussurrar
fondersi nel silenzio.

 

Camminerò con te.

Camminerò con te
quando ti sentirai solo.

Camminerò con te
quando dell’oscurità avrai paura.

Camminerò con te
quando crederai di non aver…
speranza alcuna.

Camminerò con te
quando la strada sarà impervia.

Camminerò con te
e asciugherò le tue lacrime.

Ma un giorno quando all’orizzonte
un alba chiara nascerà e sul tuo volto
un sorriso splenderà allor…
ti lascerò andare.

Non camminerò più con te poichè…
potrai camminare solo…
e senza me

 

Il vento e la farfalla

C’èra un vento ogni volta che passava,allegramente sfioraval’oro del grano
i petali dei fiori, èra molto amato dalla natura per la sua gentilezza,èra mite e gentile,
quando arrivava alcune foglie si staccavano dai rami per volteggiare e con lui danzare.
Il Dio dei venti lo adorava, in qualunque direzione lo comandava lui ubbidiva e mai
nessun danno nel passare arrecava.
Un giorno mentre girava in un grande giardino vide una farfalla d’una bellezza tale
che nel suo lungo viaggiare non ne aveva mai vista uguale, s’èra incantato e l’osservava
mentre adagiata sopra un fiore riposava, aveva ali talmente grandi e colori disegnati meravigliosamente che perdutamente se ne innamorò.
Piano delicatamente per paura di farle male sfiorò le grandi ali,la farfalla lievemente accarezzata
si destò,capì la gentilezza del vento schiuse le ali e le parlò: ciao non aver paura per le mie ali
sono molto forti e non temono nulla,volando sopra un fiore le chiese: tu che passi per ogni direzione sai dov’è il mondo degli umani? Io lo devo trovare, mi aiuteresti non so dove cercare.
Il vento rispose che sapeva dov’ èra ma lì non doveva andare, perchè l’uomo è crudele
sei troppo bella se ti vedrà ti farà del male, ma lei rispose: non penso che siano tutti crudeli,
il vento chiese ancora il perchè doveva cercare quel mondo.
Sai la mia vita è breve, se io rimango quà nessuno mi vedrà,
io sono l’unica della mia specie e quando morirò chi si ricorderà di me?
Il vento innamorato furbescamente la portò lontano in un grade parco pensando…
qui non la troveranno mai e nessuno le farà del male, poi disse alla farfalla…aspettami quà
io devo andare non mi posso fermare vedrai presto da te tornerò.
Ma quando tornò il suo amore non trovò, la cercò in ogni luogo tra i colori dei fiori,
tra le foglie dei tanti giardini, per anni la cercò disperatamente e intanto… lui non èra più il mite
vento gentile, ma una furia, non ubbidiva più a nessun comando
dove passava solo danni arrecava, odiava la natura l’uomo tutto, nessuno più lo fermava.
Il Dio dei venti che tutto vedeva un dì lo chiamò le disse con voce imperiosa: ora passerai
in una grande Città e non devi arrecare danni ,dovrai passare quasi in silenzio
nessuno ti deve sentire. Il vento che non aveva pace non si ribellò a quel comando
come faceva sempre, chissà perchè rispose…vado.
Mentre girava silenziosamente tra le vie vide molta gente di ogni età, entrare ed uscire
da un grande portone, incuriosito dal gran movimento anche lui entrò.
Lieve passava nelle tante stanze,orchè entrò in una sala e con gran meraviglia vide
tante farfalle ,erano chiuse in un modo che nessuno poteva toccarle,
erano tutte belle nei vari colori, tristemente pensando al suo amore,
piano entrò in una stanza quando la vide ; lei èra lì la più bella tra le belle,
tutti si fermavano incantati da tanta bellezza, èra veramente unica,
il vento pensò…aveva ragione non tutti gli uomini sono crudeli, con quanto amore
quì l’hanno tenuta, è stata adagiata in modo che tutti l’ammirassero, certo la sua specie
non sarà mai dimenticata.
Finalmente la sua furia si placò aveva ritrovato il suo amore,allora uscì dall’edificio
e gentilmente chiese al Dio dei venti… tu che comandi dove dobbiamo andare,
ora non mandare altri venti! Ti prego, manda soltanto me in quella direzione
perchè in quel luogo sai…giace il mio amore
.

 

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La piuma bianca

Un giovane ragazzo che per spavalderia procurò un incidente grave
si risvegliò ferito leggermente in un letto d’ospedale.
Accanto c’èra l’altro ragazzo ferito gravemente, lui l’osservò
provò a parlare ma nessun suono uscì dalla sua bocca,
nella mente tanta confusione non ricordava nulla, chiuse gli occhi
e quasi si assopì.
Poco dopo una strana sensazione lo pervase aprì gli occhi
e vide un’ombra scura accanto al giovane biondo,
spaventato da quella presenza scura pensò: certo sto sognando,
ma una voce rispose; non stai sognando
e non ti è concesso di vedere la mia vera forma perche sei nel mondo terreno.
Il ragazzo ebbe un lungo brivido con voce fievole chiese; sei quì per noi?
No l’ombra rispose, son quì solamente per lui.
Improvvisamente il ragazzo ricordò cos’era accaduto
la sua folle corsa, l’impatto violento, quel giovane che non aveva colpa alcuna
prossimo alla dipartita per la sua stupidità .
Mille pensieri le affollarono la mente e si domandò; chi era ?
Cosa avrebbe fatto nella vita, tante domande ormai senza risposta alcuna,
lacrime di dolore e di pentimento per ciò che aveva fatto solcavano il suo viso.
L’ombra leggeva nella mente i tormentosi pensieri e per vedere
se il pentimento era sincero volle dare una risposta alle tante domande,
misteriosamente, aprì un varco nella stanza che proiettò immagini del futuro.
Lui vide il giovane biondo ormai adulto, giocare sorridendo tra due bimbetti,
sarebbe diventato un papà,poi una sequenza di immagini
scorrevano davanti hai suoi occhi come fosse un film,
lo vide con indosso una divisa, accorreva dentro una casa in fiamme
traendo in salvo delle persone, poi il varco si richiuse e tutto svanì.
Con occhi pieni di lacrime il ragazzo guardò l’ombra e vide
che si chinava verso quel giovane,
disperatamente gridò; fermati, la mia vita ti offro per lui ti prego ancor supplicò.
Per quel grido d’amore fatto da un puro cuore lei si fermò,
lo guardò poi disse: così, sia.
Una vivida luce lo avvolse dolcemente e serenamente, nella casa tra le stelle lo portò.
Quando i medici entrarono videro il giovane mortalmente ferito
completamente guarito, come se non fosse accaduto nulla.
Nessuno capì mai il mistero celato in quella stanza,
ne perche il ragazzo dipartito,
forte al petto si stringeva…una lunga e strana piuma bianca.

 

La piccola margherita

Un giorno in un giardino tra il verde smeraldino erano nate tante piccole margheritene.
Parea veder un tappeto trapuntato di stelle.
Il vento delicatamente accarezzava le bianche corolle, il sole ammirava il bel giardino
i suoi raggi dorati hai fiori donò, di colori tutto un armonia ne bel giardino!
Ma c’èra una margheritina che si lamentava sempre perché èra troppo piccolina,
il Creatore della natura udendo il continuo lamento scese dalla sua dimora
si avvicinò e curioso domandò:”Dimmi perché ti lamenti della mia creazione,
non sei contenta di essere un fiore?” Lei timidamente rispose” mi piace essere un fiore
ma sono troppo piccina, sono inutile a cosa serve una piccola margheritina?”
Il Creatore la guardò teneramente poi…la mise ha dentro della sua creazione.
Le spiegò che tutta la flora èra utile, la fauna con le diverse specie,
le diversità di razze degli uomini,tutto aveva la giusta collocazione
e per tutto c’èra unaragione. Le parlò ancora dei colori,dei monti del mare,
della vita e la morte, le spiegò ancora;che nella sua creazione ogni cosa,
èra segretamente unita e armonizzava con un altra cosa, il sole la luna le stelle,
tutti avevano i giusti tempi come la notte e il giorno.
Alfine il Creatore disse: ” ora tu sai,non lamentarti più poiché…
il più piccolo e il più umile è caro al mio cuore e presto vedrai…anche tu servirai.
Detto ciò nella sua dimora ritornò.
Ma la margheritina di tutta quella spiegazione non èra tanto contenta
e mentre rifletteva una fanciulla le passò accanto, aveva un viso triste
osservava il bel prato, le margheritine, poi si fermò la guardò e piano la tolse dal
prato, mentre la prendeva la margherita delusa pensava…è questa la ragione
della mia creazione? La fanciulla tenendola delicatamente tra le dita disse:
“Bella margheritina rallegra il mio cuore e dimmi se mi ama il mio amore”
Iniziò piano a toglierle i bianchi petali e sospirando chiedeva…mi ama ,non mi ama,
ad ogni petalo che le toglieva sempre chiedeva…mi ama non mi ama,
e mentre i piccoli petali volavano col vento, la margherita finalmente capì…
perché èra stata creata così, quando l’ultimo petalo lei le staccò,
gioiosa rispose ” sì, t’ama”.
La fanciulla la baciò, piano piano la pose nel prato e felice se ne andò.
Ormai spoglia d’ogni petalo la piccola margheritina umilmente si rivolse al Creatore
e disse: “Avevi ragione, nella tua creazione tutti siamo utili,
ed ora sono contenta d’essere stata un piccolo fiore poiché…
quanta felicità ho portato in quel triste cuore.

 

Il sorriso di mia madre

Mentre stavo con gli amici a giocare in paradiso, un angioletto all'improvviso arrivò e disse così:
Svelti andiamo presto su, vuol parlarvi il buon Gesù.
Noi felici lo seguimmo; ci batteva il cuoricino forte forte a ogni bambino,
chi sarà che questa volta uscirà da quella porta?
Lui era là che ci aspettava, sorridendo ci osservava, poi silenzio e lui parlò.
Ho miei piccoli angioletti voglio solo dirvi che...
una mamma sulla terra sta aspettando il suo bebé.
Con un gesto della mano quella porta si aprì piano,
vedo un ombra una gran luce e pian piano appare un viso, com'è dolce il suo sorriso!
Grido forte ...quanto è bella io per mamma voglio quella,
ti prego buon Gesù questa volta sulla terra manda solo me laggiù,
saprò amarla io l'ho scelta; è la mia mamma!
Lui un po triste mi guardò, poi sorrise e sospirò;
ebbene sia, presto vai quella è la via.
Io la porta attraversai un istante mi voltai, lì lasciavo il buon Gesù,
i miei amici il paradiso !
Poi penso alla mia mamma e rivedo il suo sorriso, son felice e son deciso;
lei per me è il paradiso!

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