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Antica biblioteca del monastero errante |
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Biblioteca Blog Dove scrivevano gli antichi? |
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Graffiti L’appoggio per scrivere è stato inventato millenni fa, dopo l'invenzione della scrittura. Gli uomini, prima dell'invenzione della carta, tracciavano graffiti e dipingevano scene di caccia sulle rocce e pareti delle caverne. Spesso incidevano anche delle tacche su bastoni, conchiglie, ossa e sassi. Questi segni erano utilizzati per contare qualsiasi cosa: i giorni, i mesi, gli animali ecc ecc. Con queste prime incisioni, inizia il percorso che terminerà con la scrittura.
Argilla Dai risultati di ricerche storiche, la scrittura fu inventata dai sumeri all’incirca 6000 anni fa.I loro rudimentali “fogli” erano tavolette d'argilla, un fango che si trova in zone paludose di cui la Mesopotamia abbondava. Con questo
fango, l'argilla, i sumeri preparavano delle tavolette e mentre erano ancora
morbide, le incidevano con figure e simboli. I fogli d’argilla scritti,
venivano poi fatti seccare, così che si sarebbero mantenuti a lungo. Il primo interesse dimostrato per questi fogli d’argilla, fu per l’esigenza di annotarvi sopra i prodotti agricoli venduti, le merci di scambio, gli animali che venivano consegnati ai templi.Così stilate, le tavole d’argilla venivano poste su scaffali di legno, probabilmente i primi archivi storici.Se sono giunti fino a noi, è stato a causa degli incendi che devastavano la terra. Incendi per lo più causati dalle continue guerre dei popoli. Il fuoco invadeva gli archivi e le tavolette di argilla subivano una cottura che le trasformava in terracotta…rendendola inalterabile nel tempo. Ad oggi si conservano migliaia di tavolette di terracotta che, grazie alla loro decifrazione, ci hanno dato e ci daranno importanti informazioni sulle antiche civiltà.
Papiro Gli egizi che svilupparono la scrittura, presero, facendoli
proprio, alcuni simboli dai sumeri, ed altri ne inventarono. La scrittura
egiziana era utilizzata sopratutto per scopi sacri, da qua il nome di
geroglifica (scrittura sacra). L’antico popolo scolpiva e dipingeva sulle
pareti di pietra dei templi, su sarcofagi di legno, finchè inventò anche
il papiro. Ed è il papiro, il primo supporto simile alla carta Il papiro prende il nome dalla pianta da cui si ricavava. La pianta vive con le radici in acqua e sviluppa un lungo stelo cilindrico che finisce con un ciuffetto di foglie strette ed allungate. Da questo stelo dal midollo spugnoso, gli egizi ricavavano delle sottili strisce che poi affiancavano l'una all'altra sovrapponendole in parte.Su questo primo strato, ne sovrapponevano poi un secondo, ma disponendo le strisce affiancate, in senso trasversale rispetto al primo strato.Il collante naturale presente nel tessuto del papiro favorisce l'adesione delle strisce e finito un foglio, spesso ne venivano congiunti altri, ottenendo così strisce che potevano essere lunghe diversi metri. Per utilizzare questo supporto per la scrittura, gli egizi raschiavano e lisciavano i papiri durante la loro preparazione. Una volta terminato, il foglio di papiro veniva arrotolato
in volumi. Pergamena Gli antichi greci e romani acquistavano i papiri dagli egiziani, ma negli ultimi secoli prima della nascita di Cristo, la società egiziana subì una crisi economica e la produzione di papiri diminuì con la conseguenza che il costo del prodotto aumentò rendendo necessario trovare un sostituto. A Pergamo, in Grecia, si cominciò ad utilizzare la pelle di pecora. Da una sola pelle, si ricavavano diversi fogli separando la pelle di pecora in più strati. Per renderle adatte alla scrittura, le pelli erano adeguatamente preparate con raschiature di grasso e di carne. Dopo venivano messi ad asciugare su dei telai che li tenevano tesi. Il prodotto finale fu la pergamena, che venne utilizzato in Europa per tutto il medioevo, fino all'introduzione della carta. Il vantaggio della pergamena era che si poteva raschiare la scrittura precedente ed essere riutilizzata. Con questo sstema, però, si sono perse importanti opere di autori greci e latini. E' di rilevanza sapere che per fabbricare un libro in pergamena erano necessarie decine o centinaia di pelli!!!!
La carta I cinesi inventarono la carta verso il 50 DC,
ma la data è discutibile. Iniziarono a fabbricarla con degli stracci
e fibre vegetali ricavate dal bambù, canapa, gelso, salice, etc. e
venne poi diffusa in oriente dai monaci buddisti. Secoli dopo, l'arte di fabbricare la carta arrivò in Egitto, poi in Marocco finchè giunse in Spagna che aprì la sua prima cartiera nel 1009 (dove oggi si trova S. Filippo di Valenza) .Nonostante questa nuova invenzione,Federico II Imperatore, nel 1231 prescrisse che tutti i pubblici ufficiali dovessero valersi della pergamena, così fino al ‘500 i diplomi per l’investitura dei notai contenevano il divieto di scrivere atti su carta. Nel 1250, l'Italia diventò il maggiore produttore di carta, tanto che iniziò ad esportarla nei paesi d'Europa. La tecnica usata dagli Arabi cambiò, ed al posto della colla di origine vegetale, usarono colle di origine animale, migliorando di molto la qualità della carta e la sua durata. Attualmente sono ancora visibili dei documenti cartacei in ottimo stato, dopo oltre 700 anni dalla loro produzione. Man mano che passava il tempo , la richiesta di carta aumentò, tanto che gli stracci non bastarono più. Nella ricerca di sostituirli con altro prodotto adatto, si giunse nel 1719. L'idea l'ebbe un un francese che aveva osservato le vespe costruire il nido. Suggerì quindi di provare ad usare il legno per fabbricare la carta. Dopo aver fatto delle prove e ottenuto dei risultati, il legno divenne la principale materia prima per fabbricare la carta.Verso il VI secolo anche il calamus venne sostituito con le penne d’oca tagliate accortamente e con le quali si scriveva benissimo prima sulla pergamena e più tardi sulla carta. L’uso della carta si espanse tra i secoli XIV e XV e sostituì la pergamena nonostante le proibizioni. Costruzione della carta L'ingrediente, stracci o legno, venivano messi nel mortaio e poi battuti con pestelli azionati da ruote idrauliche. Con questo metodo si separavano le fibre di cellulosa l'una dall'altra. Ad impasto pronto, veniva versato in vasche piene d'acqua. Il passo successivo era quello di immergervi dentro anche dei setacci, che venivano poi tirati fuori con una parte dell'impasto. A questo punto muovevano il setaccio per rendere uniforme lo strato di fibre, lasciavano scolare via l'acqua, quindi depositavano lo strato di fibre su di un feltro posto su una pila di fogli e feltri. Raggiunto un certo numero di strati, la pila veniva torchiata. Dopo l torchiatura, i fogli di carta venivano
appesi ad asciugare. Quando la carta è pronta, viene arrotolata in grandi bobine e venduta alle fabbriche che lo trasformeranno (Quaderni, giornali ecc ecc) Le penne d’oca usate per secoli e secoli furono debellate
finalmente nel 1803 dalle penne d’acciaio inventate dall’inglese Wise e
la diffusione di tale mezzo avvenne verso il 1820. La carta di oggi La carta di oggi è prodotta principalmente dal legno ed è costituita quindi da fibre di cellulosa e collanti . E' possibile ottenere della carta senza aggiungere la colla, ma otteniamo la carta assorbente! Per rendere la carta adatta alla scrittura, alla stampa, bisogna ridurre il più possibile l'assorbimento dell'inchiostro. A tale scopo, alla carta viene aggiunta colla di animali o sintetica. Per renderla meno porosa, più compatta e lucida, la carta viene poi patinata., aggiungendo finissime polveri minerali: tipo caolino, carbonato di calcio, talco, farina fossile , più un legante:caseina o altre colle. Il foglio passa fra rulli (calandratura) che
lo premono con forza e ne esce lucido. Purtroppo, certi moderni processi di fabbricazione
riducono molto la durata della carta, che nel giro di pochi anni tende ad
ingiallire e ad infragilirsi. Esistono processi che invece producono carta
capace di durare secoli, mantenendosi in ottimo stato. Per la sua uniformità nello spessore, la carta ha reso possibile anche l'invenzione della stampa. Prima dell'avvento della stampa, i libri dovevano
essere scritti a mano. Insieme, queste due innovazioni ridussero
drasticamente il costo dei libri e contribuirono moltissimo alla diffusione
della cultura nel mondo. Un importante centro italiano per la fabbricazione
della carta fu Fabriano, dove fu inventata la filigrana. In circa tre
secoli, dall'Italia la tecnica della fabbricazione della carta si diffuse in
tutta l'Europa e poi nelle Americhe.
La fabbricazione a mano della carta è ancora praticata per produrre fogli
pregiati o per uso artistico, ma rappresenta una quantità minima della
carta prodotta nel mondo.
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